Chi Siamo

Un po’ di storia

All’inizio degli anni novanta Sua Eccellenza Mons. Giacomo Barabino, Vescovo della Diocesi Ventimiglia Sanremo, chiede aiuto a Suor Noelia Mateo, consulente di grande esperienza del Consultorio Diocesano Centro Promozione Famiglia di Sanremo e al parroco Don Daniele Bisato, per trovare un gruppo di persone di buona volontà disponibili a far rinascere un Centro Aiuto alla Vita in Diocesi; allora esisteva un piccolo Centro di Aiuto alla Vita a Vallecrosia, ma faticava a continuare la sua opera. Nasce così a Sanremo il Movimento per la Vita composto da un primo coraggioso gruppetto di persone, ben assortito di giovani e anziani, con esperienze diverse che arricchiscono ben presto le attività del Movimento locale. Iniziano delle belle esperienze di formazione nelle scuole: i volontari parlano con i ragazzi dei temi della vita, dall’aborto all’eutanasia; il Movimento si occupa anche di parlare nelle parrocchie, della Veglia per la Vita, della partecipazione estiva ai seminari Quarenghi (organizzati dal Movimento Nazionale). Nel giro di pochi anni, nel 1995, nasce anche Il Centro Aiuto alla Vita di Sanremo, accolto affettuosamente dai Frati Francescani della Chiesa della Mercede, dove tuttora è ospitato.
L’attività più impegnativa per i volontari del C.a.v. è la Casa di Accoglienza di Taggia. L’idea di aprire una Casa di Accoglienza per mamme e bimbi nasce dal servizio sul campo svolto dai volontari del Centro di Aiuto alla Vita di Sanremo che, attraverso la relazione d’aiuto instaurata con le donne, che si rivolgono all’Associazione, riconoscono la necessità di costruire le condizioni per un accompagnamento più ampio e completo davanti alla complessità delle situazioni e dei vissuti di alcune mamme. Grazie a Don Santino Guglielmi Parroco della Chiesa dei Santi Apostoli Giacomo e Filippo di Taggia il 1 agosto 1996 viene stipulato il comodato d’uso gratuito tra la Parrocchia e l’Associazione Centro di Aiuto alla Vita di Sanremo per un edificio ( Palazzo Anfossi Imperiale) di 1200 metri quadrati a Taggia. Dopo un lungo e travagliato percorso Il 23 dicembre del 2000 viene inaugurata una parte della Casa di Accoglienza da Mons. Giacomo Barabino, che riceve la prima autorizzazione al funzionamento come Presidio di Ospitalità collettiva protetta. Anche il reperimento dei fondi per l’avvio delle opere di ristrutturazione rappresenta un impegno gravoso per l’Associazione che trova un significativo incoraggiamento, sostegno spirituale e materiale nel Vescovo Diocesano Mons. Giacomo Barabino, che propone l’opera come segno di impegno concreto per il Giubileo del 2000. Le opere di ristrutturazione procedono con gradualità in base al sopraggiungere delle offerte e di fondi elargiti da Fondazioni; ma vengono anche cercate soluzioni creative per abbattere alcuni costi come il coinvolgimento della Scuole Edile di Imperia, che con il lavoro dei docenti ed allievi costruisce le tramezze degli appartamentini, e il coinvolgimento di volontari, che collaborano al recupero di porte ed infissi.

Oggi

il Centro accoglie dalle 150 alle 200 famiglie ogni anno, (l’aiuto arriva circa a 1000 persone più della metà minori) e nascono 40 bambini.
In Italia esistono 315 Centri di Aiuto alla Vita sparsi su tutto il territorio nazionale.

Maggiori Informazioni 

La Casa di Accoglienza è divisa in comunità per minori e comunità genitore bambino ( vi sono all’interno della struttura 7 mini alloggi). La struttura ospita mamme con bimbi, ma anche gestanti che hanno bisogno di essere accompagnate e sostenute nel portare a compimento la propria gravidanza . Alcune di queste donne decidono di partorire in anonimato, altre invece maturano la decisione di riconoscere e seguire il proprio bambino. Vengono accolte anche donne vittime di violenza domestica e Minori provenienti da contesti di maltrattamento e deprivazione ed alcuni papà che per una serie di complesse circostanze svolgono in prima persona un ruolo genitoriale. Oltre ai volontari, alla Casa lavora stabilmente un’equipe educativa coordinata dalla pedagogista Dott.sa Angela Rottino dalla psicologa Dott.sa Maria Grazia Fossati e dalla neuropsichiatra infantile Dott.sa Teresa Vicentini.